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Credito d'imposta Ricerca e Sviluppo 2020

Bonus per ricerca e sviluppo 2020 per sostenere la competitività delle imprese e per favorirne i processi di transizione digitale.

Credito d'imposta Ricerca e Sviluppo 2020

Bonus Ricerca & Sviluppo 2020, novità decreto Rilancio

Decreto Rilancio, tra gli interventi per le imprese c’è l’aumento del credito di imposta per ricerca e sviluppo per chi opera nel Mezzogiorno. L’articolo 244 incrementa le percentuali dell’agevolazione prevista dalla legge di Bilancio 2020, in alcuni casi fino al 45%.

La percentuale del credito d’imposta varia a seconda della dimensione dell’azienda e, in alcuni casi, può raggiungere il 45%.

Per poter usufruire del credito di imposta aumentato, le imprese devono operare nelle seguenti Regioni:

Abruzzo; Basilicata; Calabria; Campania; Molise; Puglia; Sardegna; Sicilia.

Tra gli investimenti agevolati sono comprese le attività di ricerca e sviluppo relative al Coronavirus

La percentuale del credito d’imposta dipende dalle dimensioni delle aziende.Nello specifico, incidono sia il numero di lavoratori occupati sia il fatturato annuo, in linea con la raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003.

Decreto Rilancio, le ricerche e i costi ammissibili al credito di imposta

Le ricerche che possono essere ammesse al beneficio del credito di imposta devono rientrare in determinate categorie.

Nello specifico sono ammessi i progetti che comprendono almeno una delle seguenti attività:

  • ricerca fondamentale: lavori teorici o sperimentali per acquisire nuove conoscenze dai fatti che si possono osservare;
  • ricerca industriale: interventi pianificati o indagini mirate ad acquisire nuove conoscenze per sviluppare, ad esempio nuovi prodotti;
  • sviluppo sperimentale: l’acquisizione, la combinazione, la strutturazione e l’utilizzo delle conoscenze scientifiche, tecnologiche o commerciali per sviluppare nuovi processi o servizi.In questa categoria rientrano, a titolo esemplificativo, la costruzione di prototipi e la realizzazione di progetti pilota.

Per quanto riguarda i costi ammissibili, le spese devono rientrare in una delle seguenti categorie:progetto-ricerca-e-sviluppo

  • spese del personale: ricercatori, tecnici o personale ausiliario;
  • spese di strumentazioni ed attrezzature;
  • costi relativi a immobili e terreni;
  • costi per la ricerca contrattuale, conoscenze e brevetti acquisiti o ottenuti in licenza, oltre ai costi per i servizi di consulenza;
  • spese generali supplementari ed altri costi di esercizio: materiali e forniture.

Per completezza si ricorda si è parlato di crediti di imposta in ambito di ricerca e sviluppo anche nella risposta del MEF (Ministero dell’Economia e delle Finanze) all’interrogazione 5-03577 del 12 febbraio 2020 contenente un chiarimento sulla possibilità di cumulare varie agevolazioni fiscali per PMI e start-up e in particolare:

per la cumulabilità del beneficio per investimenti in

  • ricerca e sviluppo,
  • transizione ecologica,
  • innovazione tecnologica 4.0

Credito di imposta per ricerca e sviluppo: chi rilascia la certificazione necessaria

Per fruire del credito di imposta in oggetto occorre una apposita certificazione rilasciata da un revisore legale. Per le società non obbligate alla revisione legale la certificazione doveva essere rilasciata da un professionista abilitato e per le sole società non obbligate alla revisione le spese per adempiere a tale certificazione sono riconosciute in aumento del credito di imposta stesso per un importo non superiore a 5.000 euro

 

Il credito d’imposta Ricerca e sviluppo può essere cumulato con

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