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Decreto Ristori Ter

Stanziati altri 1,4 miliardi nel Decreto Ristori Ter per aiutare le aziende in crisi. Nuovi Codici ATECO e nuovi Fondi

Decreto Ristori Ter

Decreto Ristori ter del valore di circa 1,4 miliardi di euro

Ecco il decreto Ristori ter che rispetto ai due precedenti ha un contenuto tecnico, essendo incentrato sulla ridefinizione delle risorse in campo per far fronte alla crisi economica di molte categorie.

Ci sono anche novità per quanto concerne gli aiuti. Infatti, sono ammessi ai contributi a fondo perduti anche gli esercenti il commercio di calzature e accessori.

Nonostante sia il terzo decreto che viene varato, anche questo non contiene le norme in campo fiscale e contributivo che possano permettere a tanti contribuenti di prendere una boccata di ossigeno in questo periodo di crisi senza precedenti.

Infatti, il nuovo decreto non fa cenno della proroga della presentazione della dichiarazione dei redditi e Irap, fissata al 30 Novembre, né a quella dei versamenti degli acconti d’imposta. Né tantomeno ci sono novità sul versamento delle rate della rottamazione sospese nel 2020.

Il nuovo decreto assume un ruolo fondamentale nella definizione degli interventi che da qui alle prossime settimane si tradurranno in successivi decreti ristori.

Le misure approvate nel Decreto Ristori Ter

Decerto Risotri Ter

Il Decreto Ristori ter prevede:

  • 1,45 miliardi aggiuntivi per il fondo del Ristori-bis, destinati alle attività economiche delle Regioni che passano a una fascia di rischio più alta;
  • l’inclusione dei negozi di calzature tra quelli che nelle cosiddette “zone rosse”sono destinatarie del contributo a fondo perduto;
  • un fondo da 400 milioni di euro da destinare ai Comuni per le misure urgenti di solidarietà alimentare;
  • 100 milioni di euro aggiuntivi per il Fondo per le emergenze nazionali, con lo scopo di acquistare farmaci anti-Covid.

Si aspetta il prossimo decreto Ristori dove ,si spera, si parlerà del rinvio degli acconti delle imposte, dell’IVA e delle ritenute a carico delle imprese fino a 50 milioni di fatturato con una perdita di almeno il 33%.
Dovrebbero essere sospesi anche i pagamenti dei contributi di dicembre.
Un altro capitolo dovrebbe riguardare lo slittamento dei pagamenti legati alla rottamazione delle cartelle e al saldo e stralcio.

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